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04.09.2026

Marchi UE ai massimi nel 2026: più depositi significano anche più concorrenza sul naming

Un primo semestre da record
Secondo i dati pubblicati dall’EUIPO il 07/07/2026, tra gennaio e giugno 2026 sono state presentate 104.263 domande di marchio dell’Unione europea. L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 è stato dell’8,4%, portando i depositi di marchi UE oltre il precedente record del 2021.
Considerando insieme domande di marchio e di design, l’EUIPO ha registrato nel primo semestre 2026 un totale di 166.214 depositi, con una crescita complessiva del 4,7%. L’incremento è stato trainato soprattutto dai marchi.

La crescita arriva soprattutto dal mercato europeo.
EUIPO rileva che i depositi provenienti dagli Stati membri dell’Unione sono aumentati del 14,6%. Tra i principali mercati citati dall’Ufficio, l’Italia ha registrato una crescita dell’11,8% rispetto al primo semestre dell’anno precedente. La quota complessiva di domande provenienti dall’UE è salita dal 57,4% del 2025 al 60,7% nel 2026.
Il dato suggerisce che le imprese europee stanno attribuendo crescente importanza alla protezione del brand sul mercato unico. Per un’impresa italiana, la registrazione UE può essere particolarmente efficiente quando il progetto commerciale interessa più Stati membri o prevede un’espansione sovranazionale.

Più domande significa un registro più affollato.
La crescita dei depositi ha però un effetto immediato: aumenta la probabilità che un nuovo segno incontri marchi anteriori identici o simili. Questo rende meno efficace un approccio basato sulla sola ricerca del nome esatto.
Una ricerca di anteriorità dovrebbe analizzare varianti ortografiche, fonetiche e concettuali e considerare i prodotti e servizi interessati. Nei casi più delicati occorre valutare anche la forza distintiva dei diritti anteriori, il loro territorio e l’eventuale uso.

Il dominio libero non equivale a marchio libero
Uno degli errori più comuni nelle fasi di naming è confondere la disponibilità di un dominio internet, di una denominazione societaria o di un account social con la disponibilità giuridica del marchio. Sono sistemi diversi, con registri e regole differenti.
Un’impresa può quindi acquistare un dominio e investire nella comunicazione per poi scoprire che il segno interferisce con un marchio anteriore. Quando il progetto coinvolge packaging, insegne, campagne digitali o distribuzione, il costo di un rebranding può essere molto superiore al costo di una verifica preventiva.

Dal clearance al monitoring
La ricerca prima del deposito è solo la prima metà del lavoro. Dopo la registrazione, un marchio strategico dovrebbe essere monitorato per individuare domande successive potenzialmente confliggenti. L’EUIPO non sostituisce in via generale il titolare nella difesa contro tutti i diritti successivi: in molti casi è il titolare a dover valutare se intervenire con un’opposizione.
Per i portafogli più articolati, il monitoraggio consente anche di distinguere le domande realmente rischiose da quelle che possono convivere, evitando contenziosi automatici e concentrando le risorse sulle situazioni con impatto commerciale effettivo.

Il marchio come infrastruttura della crescita
Il record dei depositi non dimostra da solo che tutti i marchi generino valore. Mostra però che la protezione del segno distintivo è diventata una componente ordinaria della competizione europea. In un contesto più affollato, la qualità della strategia conta più del semplice possesso di un certificato.
Un marchio ben selezionato, correttamente classificato e coerente con i mercati dell’impresa può accompagnare investimenti, licensing, franchising, operazioni straordinarie e internazionalizzazione. La tutela diventa quindi parte dell’architettura degli Intangible Assets.

Dato chiave
104.263 domande di marchio UE nel periodo gennaio-giugno 2026, +8,4% sullo stesso periodo del 2025. Per l’Italia, EUIPO segnala una crescita dei depositi dell’11,8%.

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