La tutela delle indicazioni geografiche entra con maggiore forza nella prassi EUIPO. Per chi crea un nuovo marchio, la ricerca preventiva deve andare oltre i so
Il nuovo scenario europeo
Il 2026 segna un passaggio importante nel rapporto tra marchi e indicazioni geografiche. Le Guidelines EUIPO entrate in vigore il 01/07/2026 contengono una revisione organica della prassi relativa alle indicazioni geografiche anteriori e recepiscono le riforme legislative degli ultimi anni, oltre alla più recente giurisprudenza europea.
Il tema è diventato ancora più rilevante dopo l’applicazione, dal 01/12/2025, del Regolamento (UE) 2023/2411, che ha introdotto un sistema unitario europeo di protezione delle indicazioni geografiche per prodotti artigianali e industriali. Il sistema riguarda, tra gli altri, vetro, ceramica, gioielli, tessuti, pizzi, pietre naturali, porcellana, cuoio e altri prodotti legati a una specifica origine e a un patrimonio produttivo territoriale.
Perché un marchio può entrare in conflitto con una IG
Il conflitto non si limita alla riproduzione identica di una denominazione geografica protetta. La disciplina europea considera anche ipotesi di evocazione, sfruttamento della reputazione, indebolimento o pregiudizio della denominazione. Ciò significa che un marchio può incontrare ostacoli anche quando non coincide letteralmente con l’indicazione geografica.
Le Guidelines 2026 precisano inoltre che l’esame d’ufficio dell’EUIPO non è necessariamente circoscritto a prodotti identici o comparabili. Quando vi siano informazioni pertinenti, l’analisi può estendersi a situazioni in cui il segno richiama o sfrutta una indicazione geografica in relazione ad altri prodotti o servizi.
Il nuovo sistema per i prodotti artigianali e industriali
Il Regolamento (UE) 2023/2411 assegna all’EUIPO un ruolo centrale nella registrazione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali. La protezione copre anche l’uso online e i nomi di dominio che violino la denominazione protetta. Il legislatore europeo ha quindi costruito una tutela pensata anche per l’e-commerce e per mercati nei quali il valore del territorio viene utilizzato come leva commerciale.
In Italia il nuovo sistema è già operativo. Il MIMIT ha comunicato il 01/09/2026 che la Ceramica di Caltagirone ha ricevuto una decisione favorevole nella fase nazionale del percorso verso la registrazione europea, dopo altre eccellenze quali Vetro di Murano, Merletto di Burano, Corallo di Torre del Greco, Cammeo di Torre del Greco e Ceramica Vietri. La fase europea prosegue poi presso EUIPO.
Cosa deve controllare un’impresa prima di scegliere il nome
Una ricerca di anteriorità moderna dovrebbe includere più livelli: marchi nazionali, marchi dell’Unione europea, registrazioni internazionali con effetto nei territori rilevanti e indicazioni geografiche protette. Per alcuni settori è opportuno verificare anche denominazioni di origine e altri regimi speciali di tutela.
La verifica è particolarmente importante quando il naming contiene nomi di città, regioni, territori, aggettivi geografici o termini che evocano una tradizione produttiva. In questi casi il rischio non riguarda soltanto la registrazione: anche la comunicazione commerciale, il packaging e la vendita online possono essere coinvolti.
Dal rischio legale al posizionamento del brand
La questione ha anche una dimensione strategica. Un marchio costruito attorno a un richiamo territoriale può acquisire rapidamente valore, ma deve essere compatibile con le tutele esistenti. Intervenire dopo il lancio può significare modificare etichette, materiali pubblicitari, dominio, social e contratti commerciali.
Per questo la valutazione preventiva non dovrebbe essere interpretata come un ostacolo creativo. Al contrario, consente di progettare un segno distintivo più solido e difendibile, evitando che l’identità del brand dipenda da elementi giuridicamente fragili o già riservati a una collettività di produttori.
Cosa cambia per le imprese
Nel 2026 la ricerca preliminare non può fermarsi ai marchi anteriori. Quando il segno contiene riferimenti territoriali o richiami a produzioni tipiche, è opportuno verificare anche le indicazioni geografiche europee e la nuova categoria delle IG per prodotti artigianali e industriali.
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